La storia inizia nel 1990. L’undici marzo il Moro di Venezia I è varato a Venezia. Il Moro II ITA-07, varato a Puerto Portals, Spagna, segue il 7 di agosto. Altre tre barche scendono in acqua nel 1991, per inseguire il sogno della Coppa America a San Diego. Il Moro di Venezia II ITA-07 è l’unica di queste imbarcazioni che continua a regatare, per la gioia di tifosi e appassionati.

Nel gennaio 1992 il Moro viene ufficialmente selezionato per correre la Louis Vuitton Cup. Gli italiani finiscono terzi nel primo Round Robin, dietro New Zealand e i giapponesi. Il secondo Round Robin li vede secondi ma nel successivo ritornano al terzo posto. Ancora una volta sono i giapponesi di Nippon JPN-26 a vincere il primo posto, seguiti da New Zealand NZL-20. I francesi con Ville de Paris FRA-27 terminano quarti. Nelle semifinali NZL-20 and ITA-25 eliminano i giapponesi e i francesi.

Alla vigilia delle finali della Louis Vuitton Cup, il Moro di Venezia, timonato da Paul Cayard, è secondo dietro New Zealand, con Rod Davis alla ruota. In trenta regate corse tra il 25 gennaio e il 9 aprile 1992, gli italiani vincono 21 volte. Le finali della Louis Vuitton Cup 1992 furono spettacolari, e sono rimaste nel cuore di tutti coloro che le hanno seguite. New Zealand vinse la prima regata per 1 minuto e 32 secondi; gli italiani vinsero la seconda per un solo secondo. Poi il team kiwi vinse tre gare di fila. Fu allora che Cayard, ad un solo punto dalla sconfitta, lamentò che l’equipaggio di NZL 20 stava facendo un uso scorretto del bompresso. Vinse la protesta e l’ultima vittoria kiwi fu annullata.

Il punteggio diventò quindi 3-1 a favore della Nuova Zelanda. Cayard protestò nuovamente per l’uso improprio del bompresso a bordo della barca kiwi e questa volta la disputa vide il comitato Louis Vuitton Cup di opinione opposta a quello dell’America’s Cup. Per chiudere la questione, i kiwi decisero di abbandonare le manovre ritenute scorrette. Inoltre sostituirono Rod Davis con Russell Coutts, il quale aveva timonato NZL-20 (con la chiglia tandem) soltanto tre volte. Sconcentrati, i kiwi persero contro il Moro di Venezia che si aggiudicò la Louis Vuitton Cup 1992. Il team italiano si preparò ad affrontare Bill Koch e la sua barca Defender America3, nel Match fissato tra il 9 e il 16 maggio.

Ad oggi il Moro di Venezia è stata l’unica barca italiana ad aver vinto una regata nel Match di America’s Cup ed è una vittoria che vale la pena di essere raccontata. Durante le seconda regata, le barche erano vicinissime e parallele a pochi metri dall’arrivo. Cayard ebbe allora un’idea geniale: allentò di colpo il tangone dello spinnaker in modo che la vela volasse oltre la prua, tagliando la linea di arrivo un soffio prima di America3.Gli italiani sperarono di ribaltare ancora una volta il risultato a loro favore ma non ci riuscirono e America3 USA-23 difese l’America’s Cup per 4-1. Anche se “in America’s Cup non c’è secondo”, tutti ricordano perfettamente il Moro come “la barca rossa del 1992”.